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Istituto Studi Sindacali “Italo Viglianesi” – Uil nazionale

Introduzione
Roberto Campo

Relazioni
Corrado Ocone
Paolo Buchignani
Gianfranco Viesti
Nunziante Mastrolia
Antonio Foccillo

Comunicazioni
Antonio Passaro
Giovanni Sgambati

Conclusioni
Carmelo Barbagallo

Le più importanti conquiste sociali del mondo contemporaneo sono state realizzate dal riformismo politico e sindacale. Il duello, ininterrotto dall’inizio della modernità, tra riformismo e massimalismo rivoluzionario ha visto nel secolo breve l’indiscutibile vittoria del primo sul secondo, i cui esiti si sono distribuiti lungo una linea che va dall’inconcludenza alla tragedia totalitaria. Prima che i processi storici si compissero, però, è sembrato a più riprese che il futuro sarebbe stato dei rivoluzionari e non dei riformisti. In Italia, in particolare, essere riformisti è risultato sempre difficile, spesso penoso: è stata la rivoluzione nelle sue diverse incarnazioni, di destra e di sinistra, a plasmare l’ideologia italiana. Ripercorrere la storia delle due sinistre in quest’anno ricco di celebrazioni rivoluzionarie (100 anni di Lenin, 500 di Lutero, 80 di Gramsci) è utile, anche perché la sfida dei massimalismi prosegue, rivestendo di sempre nuove forme l’antica ideologia. Dal canto loro, i riformisti non devono limitarsi a compiacersi delle conquiste del passato, ma dare vita a un nuovo ciclo che si misuri con il mondo globalizzato. I riformisti, a differenza dei rivoluzionari, non sono nemici del mercato, componente fondamentale della società aperta, ma rigettano la pretesa di far fare al mercato ciò che non gli compete: il contenimento delle disuguaglianze, la promozione di una società più giusta e coesa, in cui le opportunità siano realmente offerte al maggior numero possibile di persone. Questo è compito dell’azione politica e sindacale riformista. La Uil, una delle organizzazioni più grandi e in salute del riformismo italiano, ha le carte in regola per proporre questa riflessione che va oltre il solo ambito sindacale ma abbraccia tutto l’orizzonte politico, economico, sociale, culturale e sindacale. Il convegno è articolato su relazioni ed interventi accademici, di diverso taglio politico-culturale, e del mondo sindacale Uil.