Vent’anni dopo

La corruzione a Milano dev’essere come la fontana di piazza Castello: è ancora lì. Neanch’essa è stata trasferita ad Hammamet, come della fontana aveva detto il protogrillino Paolo Rossi. Evidentemente non bastava condannare Craxi e cancellare il Psi per risolvere il problema.
Non è bastato, peraltro, neanche cancellare il Pci e la Dc. E questo è un altro aspetto del doppiopesismo mediatico-giudiziario adottato vent’anni fa che merita di essere messo in luce.
Il problema, allora, non era solo quello dei partiti che si finanziavano illegalmente. Era anche e soprattutto quello delle imprese che si facevano ben volentieri taglieggiare. Per cui oggi a fare notizia non dovrebbe essere il riemergere dei nomi di Greganti, Frigerio e Grillo, ma il riemergere del nome di Maltauro.
Anche per questo, forse, l’economia italiana, finalmente libera dal giogo dei partiti, in questi vent’anni è rimasta stagnante: perché animata da troppi imprenditori che, avendola già fatta franca una volta, non hanno avuto motivo di cambiare registro. E tanto meglio se i faccendieri d’allora, operando ora in proprio, avevano abbassato i prezzi, come vantava Frigerio coi suoi colleghi: un costo di produzione in meno.

By | 2016-03-15T10:37:48+00:00 maggio 12th, 2014|I più letti|6 Comments

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6 Commenti

  1. Giovanni Caciolli maggio 12, 2014 al 6:32 pm - Rispondi

    Il problema di vent’anni fa non era di eliminare i partiti, perché era noto a tutti che esisteva un sistema illegale per il finanziamento ai partiti, il problema era Bettino Craxi che anticipò i tempi per la trasformazione della sinistra italiana e mettere la politica del Pci-Pds all’angolo, ecco perché ci fu qualcuno che armò la penna dei magistrati per dar vita alla falsa rivoluzione. Così per dirla in breve, gli altri sono tutti discorsi. Concludendo, certamente questo argomento dell’expo viene riportato dai giornali e televisioni, ma non mi sembra a caratteri cubitali come avvenne vent’anni fa, non credo neppure che qualcuno pensi a gazzarre come tirare le monetine, con la miseria che attraversa la 2° Repubblica mancano anche i rubli.

  2. LP maggio 14, 2014 al 2:40 pm - Rispondi

    Le tangenti c’erano, ci sono e ci saranno finché la politica non dimostrerà competenza economica, regolando, attraverso una normativa moderna, il mercato e le eventuali mediazioni che, professionalmente competenti, potrebbero anche essere una variabile economica positiva.

  3. Giovanni Caciolli maggio 18, 2014 al 3:56 pm - Rispondi

    Vorrei sapere: ma i Parlamentari Socialisti sia alla Camera che al Senato hanno fatto un interrogazione seria su questi fatti specie nel coinvolgimento del compagno Greganti , oppure si fa finta di niente, non cerchiamo di dare colpe a tizio o caio. Non diamo colpe agli imprenditori per salvare i colleghi, perché nel 92′ fu chiesta e ottenuta la chiusura del pentapartito, e iniziò la falsa rivoluzione, e infatti dopo vent’anni non è cambiato niente.

  4. Alessandro Bravi maggio 24, 2014 al 11:48 pm - Rispondi

    Condivido l’articolo del direttore. Senza fare di un’erba un fascio, però molta imprenditoria ha gravi responsabilità da sempre. Senza poi contare l’evasione fiscale. Saluti socialisti!

  5. Paolo Orru' maggio 28, 2014 al 3:31 pm - Rispondi

    Nel mio blog , lo scorso dicembre scrissi:

    Per l’ultimo pezzo che ho scritto per il mio blog, ho ricevuto una marea d’insulti. Tuttavia ripropongo il concetto: l’Italia è rimasta indietro per colpa dei comunisti. Non mi voglio però nascondere dietro le bandiere falce e martello, anche Dc e PSI hanno gravi responsabilità. Questi ultimi in particolare, mi dispiace doverlo scrivere, non sono riusciti a proteggere un’idea che in Europa ha ancora milioni di consensi. Nondimeno, voglio però continuare a spendere una lancia a favore dei socialisti italiani.

    Credo, infatti, che certi i suoi comportamenti illeciti siano dovuti alla grande disponibilità di denaro mostrata in quegli anni sia dai comunisti sia dai democristiani, ma mentre questi ultimi sono stati rasi al suolo dalle cannonate della magistratura, gli ex comunisti hanno potuto continuare a fare i duri e puri. Davvero però, non l’ha capito nemmeno Antonio di Pietro, non si comprende perché la magistratura non abbia mai indagato i bilanci del partito di Enrico Berlinguer. Ecco cosa si scrisse sul merito “… In materia di finanziamenti esteri il PCI, divenuto poi PDS, a differenza degli altri partiti aveva organizzato una vera e propria struttura permanente che nel coso dei decenni, si è venuta costantemente ampliando e perfezionando sì da garantire dei flussi di finanziamento costanti che rappresentavano una parte assai rilevante delle sue entrate.

    Il potere sovietico, anche nei momenti d’incomprensione e di difficoltà nei suoi rapporti con il PCI, ha sempre continuato a considerare il Partito italiano come il suo principale alleato occidentale … questo spiega la sistematica continuità e l’ampiezza degli aiuti finanziari”, questi aiuti “provenivano direttamente dal PCUS, successivamente da interventi specifici del KGB e dai servizi segreti collegati”. E anche dalla “Croce Rossa” sovietica. Chi disse e scrisse tutto questo? Lascio a voi il piacere della ricerca.

    Sapeva tutto Primo Greganti, in altre parole “il compagno G, il perfetto comunista che non molla mai”, il cassiere del PCI. Da Wikipedia: “Greganti, rinviato a giudizio, fu condannato a 3 anni e 7 mesi per finanziamento illecito al suo partito, pena in seguito patteggiata e ridotta a 3 anni e confermata dalla Corte di Cassazione nel marzo 2002. Poiché fece 6 mesi di carcerazione preventiva a San Vittore nel 1993, durante la fase istruttoria, scontò in carcere 2 anni e 6 mesi anziché 3”. Ma a nessuno venne in mente di mettere sotto processo i vertici del PCI. Che non potevano non sapere (visto utilizzava le risorse). Cose che capitano. In Italia.

  6. Fortunato giugno 6, 2014 al 10:18 pm - Rispondi

    E’ umiliante, per me, che sono un giovane VERAMENTE DI SINISTRA SOCIALISTA, leggere una schiera di commenti, uniti contro una parte di sinistra, che per anni anche dopo il 1921, sono stati nostri fedeli alleati, subendo martiri contro il nazifascismo e hanno avuto travagliate lotte interne contro lo Stalinismo. Il povero grande e ONESTO, Pertini, se mai avesse potuto vedere come è andato a finire il grande PSI, di Kuliscioff, Turati, Rosselli, Matteotti, NEnni, De martino, credo non avrebbe retto ad un simile scempio. Il PSI, divenuto ormai partito di ispirazione liberale, ha totalmente dimenticato i principi socialisti. Si appella, ad una cattiva magistratura, ma molti dimenticano il discorso, dello stesso Pretini, contro la corruzione e per una RADICALE pulizia all’interno. Peccato che la storia, di questo partito fatto di gente perbene, lavoratori, redditi bassi, emarginati, emigrati, poveri, ormai è sommersa da quella parte infiltrata neoliberista, che potrebbe tranquillamente stare in Forza Italia, o dentro pseudo partiti di destra liberal(poco democratica e corrotta), ma si ostina a non uscire dal PSI, forse per tacere i pensieri ai veri socialisti. I giovani vorrebbero far ripartire questo partito, ma fino a quando nepotismo e cattive interpretazioni RIFORMISTE, vogliono far passare il PSI, per il partito collante con le classi sociali più abbienti, se ne staranno molto lontani. Le alternative liberiste , nella politica Italiana sono parecchie, le alternative socialiste, sono veramente scarse. MA se l’unione dei veri socialisti, dovrà ripartire con un altro nome, anche se con grande rammarico, AVANTI ! L’importante sono le IDEE, l’importante i contenuti. Viva il socialismo, viva l’onesta. Chiudo con uno spezzato di discorso del grande NEnni e meditate gente, i fantasmi del comunismo, li vedete solamente voi oltre quelle classi padronali, impaurite di dover ridistribuire i loro capitali ai più poveri, per un semplice principio socialista, umano e per chi ci crede anche cristiano.

    Cito NENNI nel FDP
    “Nenni 14 marzo 1948

    Il Partito Socialista è nel Fronte con la sua storia di oltre 60 anni che rappresenta la somma dei sacrifici che la classe lavoratrice italiana ha fatto per risolvere la questione della democrazia e la questione sociale. Il Partito Comunista c’è col diritto di cittadinanza democratica che esso si é conquistato col sangue dei migliori combattenti della lotta antifascista e della guerra partigiana.
    Sono con noi a migliaia di «pallidi intellettuali» (lei quali De Gasperi discorre con il disprezzo che Starace usava verso gli intellettuali che non s’erano piegati alla dominazione del manganello. (applausi)
    E sono con noi, non dispiaccia all’Em.mo Arcivescovo di Milano, centinaia di migliaia di donne e di uomini cattolici, i quali interpretano il cattolicesimo come la legge di Cristo e sanno di poter preservare la loro fede da ogni collusione pure alleandosi a noi per una politica di progresso sociale e di rinnovamento politico. ”
    Saluto tutti i compagni, che condividono il mio umile pensiero e anche quelli, che in buona fede, credono ad altre strade.
    Un giovane compagno Socialista, che spera sempre in una unione dei socialisti.

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