L’albero degli zecchini d’oro

C’è una new entry nello sciocchezzaio mediatico nazionale: l’educazione finanziaria. La disavventura di alcune centinaia di incauti investitori ha dato luogo al solito rosario di proposte: le ore di lezione a scuola, i comitati ad hoc presso la Consob e le associazioni dei consumatori, un apposito portale in rete.
Abbiamo scoperto che esiste addirittura una manualistica in materia, che ora si arricchisce con la pubblicazione di un trattatello in nove punti da parte del Sole 24 Ore. Nel nostro piccolo, anche noi abbiamo da proporre un manualetto, a mo’ di prolegomeni ad ogni educazione finanziaria futura: un’opera di Carlo Collodi vecchia di un secolo e mezzo, con particolare attenzione ai paragrafi in cui si dimostra che l’albero degli zecchini d’oro non esiste.

By | 2016-03-15T10:34:08+00:00 dicembre 23rd, 2015|I più letti|1 Commento

About the Author:

Un commento

  1. celestino spada dicembre 24, 2015 al 6:48 pm - Rispondi

    Certamente, da anni la Rai-servizio pubblico avrebbe potuto realizzare una trasmissione a quiz sulla comprensione delle note informative fornite agli utenti dai gestori dei più vari servizi in Italia, da quelli bancari, all’acqua, all’energia, ai telefoni, ecc.. Per due categorie di partecipanti: laureati e non laureati. Chissà con quale esito di pubblico.
    Nella foto che accompagna la nota di Gigi Covatta si vedono garrire le bandiere del Codacons, acronimo di “Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori”. In questi giorni, sui tg a reti unificate nel loro consueto impegno necrofilo, negli occhi della vedova dell’azionista suicida di Civitavecchia scorrono ancora le 60 fitte pagine del carteggio illustrativo delle azioni – a basso rischio nelle prime pagine, ad “ALTO” molto dopo – offerte dalla banca e caldeggiate dall’amico bancario. L’ennesima prova del “servizio” reso al consumatore e al cittadino da quando, con il “passaggio al mercato”, la nostra classe dirigente ha affidato Pinocchio a quelle imprese e alle garanzie e tutele di Autorità indipendenti e associazioni di consumatori. Alle quali, evidentemente, non basta la presa assicurata loro dalla legge sulla class action e i connessi diritti dei cittadini, visto che appena possono salgono sulla tomba di un caduto per far sapere all’Italia televisiva che esistono.

Scrivi un commento