Il contesto

 

Dopo la lucida e acuta analisi del fenomeno Berlinguer compiuta da Biagio de Giovanni su l’Unità, noto che in alcuni degli altri interventi sullo stesso quotidiano fra le argomentazioni legate al leader comunista prevalgono quelle relative al suo milieu: gli anni ’70, fondamentalmente. E ciò pure nei toni, negli accenti, nel lessico. Analogamente, a onor del vero, disquisendo della figura di Bettino Craxi non di rado si finisce per parlare degli anni ’80. Come se si trattasse, in un caso o nell’altro, di porre sotto processo due decenni.
Ѐ ovvio: non si può astrarre dal contesto nel quale si vive e si opera. Per rintracciare una linea politica, però, occorrerebbe talora discernere fra quel contesto e quella linea. E se una parte, magari piccola, del protrarsi sine die del duello a sinistra dipendesse da tale sovrapposizione? E se si provasse, per quanto possibile, a ridurre la con-fusione fra i due grandi interpreti della sinistra e quei due decenni?

 

By | 2015-11-09T12:28:10+00:00 ottobre 29th, 2015|I più letti, Interventi|1 Commento

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Un commento

  1. Giampiero Buonomo novembre 1, 2015 al 9:38 am - Rispondi

    Il topos dei “due secoli,/l’un contro l’altro armato” è per me tra i motivi per cui il “Cinque maggio” è considerato dalla critica letteraria come viziato da un “sillogismo imperfetto”, in cui Manzoni cerca conferme ad una tesi già preconfezionata (Thomas Erling Peterson, The Revolt of the Scribe in Modern Italian Literature, University of Toronto Press, 2010, p. 64). Ma se proprio debbo trasporre il topos ai due decenni più diversi del Secolo breve (i Settanta e gli Ottanta), non è certo ad Enrico Berlinguer che penso, come colui al quale i due periodi “sommessi a lui si volsero,/come aspettando il fato;/ei fe’ silenzio, ed arbitro/s’assise in mezzo a lor”.

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