Settantesimo dell’assassinio di Bruno Buozzi – 04/06/2014

Settant’anni fa, il 4 giugno 1944, mentre gli alleati entravano a Roma da Sud, i tedeschi, in fuga verso Nord, assassinavano Bruno Buozzi, che insieme con Achille Grandi e Giuseppe Di Vittorio stava operando per la ricostruzione del sindacato. Lo ricorderemo adeguatamente nel numero di luglio della rivista. Oggi proponiamo ai lettori il video predisposto dalla Fondazione che porta il suo nome.

 

By | 2016-04-05T11:40:04+00:00 giugno 4th, 2014|Archivio Multimediale, Video Seminari e Convegni|1 Commento

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Un commento

  1. Fortunato giugno 8, 2014 al 3:41 pm - Rispondi

    E’ bello ricordare il compagno Bruno Buozzi, è bello ricordarlo dal giornale di Nenni. Il nome di Buozzi, rievoca la storia del Partito Socialista, rievoca le grandi battaglie a favore degli ultimi, le battaglie per il riconoscimento dei diritti sociali e sindacali, le battaglie contro il fascismo e le battaglie operaie. E’ altrettanto “interessante” quanto “bello”, ricordare il Riformismo di Buozzi, che lo vedeva segretario della FIOM e fondatore insieme a due colossi, come Di Vittorio e Grandi, del più grande sindacato italiano.
    Tutto ciò non fa che ricordare, quanto il PSI, era un partito con dedizione al popolo più debole, ai tempi, quello dei contadini e operai. La società è cambiata, i poveri appartengono a differenti categorie lavorative. Oggi povero, è un giovane avvocato, lontano da logge e poteri, un medico precario, in attesa di stabilizzazione, un insegnante, che deve prestarsi ad accettare cattedre lontane da casa, pagando un affitto di 800 euro mese e percependone 1100 di salario.
    Ma povero, è anche il pensionato, con a proprio carico figli e moglie, un libero professionista o un piccolo imprenditore, che con fatturati da fame, lavorano esclusivamente per pagare le tasse.
    Non parliamo di quanto poveri risultano essere emigrati senza alcun guadagno, o disoccupati, senza speranze ne ambizioni, soffiate via, da qualche burocrate legislatore.
    Rievocare Buozzi, non significa semplicemente, assumersi la responsabilità di ricordare l’anno della sua tragica morte, a causa della prepotenza nazifascista. Significa, anche ricordare idee e principi SOCIALISTI.
    Affermare ciò che realmente è il significato di RIFORMISMO, che la politica negli ultimi anni e per troppo tempo, ci ha fatto credere significasse TRASFORMISMO, ossia passare da sinistra a destra.
    E’ “Bello” ricordare Buozzi, un “Compagno” un “Socialista”, che mai si vergognò di alzare la bandiera con FALCE E MARTELLO, mai si vergognò di affermare il suo pensiero democratico e antifascista, pagandone il duro prezzo della vita e mai, mai, si schierò dalla parte dei più forti o prepotenti.
    Ricordiamo il compagno Bruno, come fosse un giovane, tra noi, con le sue idee, i suoi principi, il “suo” e “nostro” sindacato, pensiamo a quali battaglie si proporrebbe di esser portavoce, sogniamo per un attimo, un paladino di altri tempi, per la riconquista della giustizia sociale.
    Ricordiamo il compagno Bruno, semplicemente portando avanti i suoi antichi, quanto attuali, principi.

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